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Giovanni Battista Grassi, uno dei più importanti zoologi italiani, nacque a Rovellasca (CO) il 27 marzo 1854. Nel 1872 si iscrisse alla facoltà di medicina dell’Università degli Studi di Pavia. Frequentando i laboratori di un altro illustre scienziato, Golgi e poi quelli tedeschi di Heidelberg, ancor giovane studente di medicina si interessò alla parassitologia e scoprì il ciclo vitale dell’Anchilostoma, parassita che produce una grave forma di anemia.

Nel 1883, a soli ventinove anni, vinse la cattedra di Zoologia e Anatomia comparata all’Università degli Studi di Catania, dove, con la sua attività di ricerca e di insegnamento, trasmise ai giovani la passione per la scienza.

A seguito degli studi sulla malaria degli uccelli, nel 1892-93 iniziò ad interessarsi alla malaria dell’uomo. Collaborando con Amico Bignami e Giuseppe Bastianelli, dopo essersi trasferito all’Università degli Studi di Roma, nel 1898  individuò la zanzara che trasmette la malaria.

Grazie a questa scoperta si iniziò una lotta più sistematica e razionale contro la diffusione della malaria, attraverso le bonifiche dei terreni paludosi, l’uso di insetticidi, di  larvicidi e della chinina per eliminare il parassita dal sangue delle persone infette.

Dopo avere acquisito la fama di scienziato benefattore nell’Agro Romano, morì nel 1925 e fu sepolto a Fiumicino.